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Romina Daniele - Diffrazioni sonore (2005 )di ENRICO MAURO Con Romina Daniele entriamo in un campo e in un ambito un po' pericoloso. Non solo Demetrio Stratos ed esperimenti vocali e sonori. Anche Diamanda Galàs, per la teatralità, per la voce e lo standing, per la sofferenza. Ed è difficile giudicare, anche perché è difficile ascoltare: non è questa la musica alla quale la maggior parte di noi è abituata, me compreso. Nulla di scontato, nulla di consolatorio, nessuna rosa bianca. Magari qualche, se non di più, spina e sangue dai polpastrelli. Il senso di questo disco? Non lo trovo… non per l’interpretazione ed eccetera, eccetera o altro. Credo che solo critici, recensori e studiosi possano/debbano ascoltare da un riproduttore musica di questo tipo: ma la verità la si prova e trova solo dal vivo, altrimenti prevale lo smarrimento, il dolore, lo straniamento del fuori contesto. Non è solo musica, ma essenza stessa dell'interpretazione/interprete. Intangibilmente audibile, formalmente non giudicabile per manifesta complessità. |
Romina Daniele - Diffrazioni sonore (2005 )