MusicHunter in collaborazione con "Wait! - Talenti e avanguardie creative", bimestrale illustrato a distribuzione gratuita nelle principali città italiane, offre spazio a voi musicisti emergenti con recensioni e interviste.
Potete contattare recensioni@musichunter.it per ulteriori informazioni.
Enzo Maolucci - Barbari e bar (1978 )di Beppe Donati Ah, Enzo Maolucci. E chi se lo ricorda? Solo qualche nostalgico degli anni settanta, forse. E questo mi fa incazzare, a dire il vero. Perché i brani di Maolucci dovrebbero essere suonati e ascoltati anche dopo (quasi) trent’anni, per la loro attualità e lucidità. E allora bando all’imbarazzo di conoscerlo personalmente, parliamone. E’ il 1978 quando viene pubblicato questo secondo LP del cantautore rock torinese e già dal titolo si ha un’indicazione del tema portante dei brani, cioè uno sguardo cinico e fulminante sui bar cittadini e i loro abitanti. I barbari. Ma chi sono i barbari? Quelli con i capelli lunghi e l'orecchino e l'anima nel sacco pelo? No, i barbari sono... sono... quelli raccontati da Enzo con la sua voce potente e il suo approccio ironico, sono alcolisti incalliti e derelitti (nella ballata malinconica “Al bar di Vasco”), tossici che uccidono per una dose (nell’amara “Al bar Elena”) o semplicemente quelli che dicono la verità, dicono tutto (Enzo stesso nell’autobiografica e surreale “Chi ha interrotto Stockhausen”). Un disco che è una pietra miliare, purtroppo quasi introvabile, ma interamente scaricabile in formato mp3 su www.maolucci.com per gentile concessione dell’autore. |
Enzo Maolucci - Barbari e bar (1978 )