lezioni di teoria musicale, scale modali

Le scale modali

Parliamo adesso di un argomento che a prima vista può sembrare un po' ingarbugliato, ma che in realtà è molto semplice da comprendere.

I cosiddetti "modi greci", sono quelle scale che vengono create partendo da ogni singola nota della scala fondamentale.
Per essere estremamente chiari, prendiamo l'esempio della scala di Do maggiore. Come ormai sappiamo le note che compongono tale scala sono: do re mi fa sol la si.

Se da ognuna di queste note noi facciamo partire un'altra scala, otterremo ovviamente sette scale differenti. Queste sono le cosiddette "scale modali", o "modi greci".

I loro nomi derivano infatti dalla rilettura degli antichi modi usati inizialmente nella Grecia antica, e sono: ionico - dorico - frigio - lidio - misolidio - eolio - locrio.
Di questi modi, i tre che nascono dalla prima , dalla quarta e dalla quinta nota delle scala (Ionico, Lidio, Misolidio) somno "modi maggiori" esattamente come gli accordi che partono dalle stesse note. Gli altri sono "modi minori".

Riassumiamo con una tabella:

scala
Do ionico do re mi fa sol la si
Re dorico re mi fa sol la si do
Mi frigio mi fa sol la si do re
Fa lidio fa sol la si do re mi
Sol misolidio sol la si do re mi fa
La eolio la si do re mi fa sol
Si locrio si do re mi fa sol la

A questo punto, per chi ci ha seguito, è abbastanza evidente che la scala di "Do ionica" non è nient'altro che la scala di "Do maggiore", così come la scala di "La eolia" è esattamente uguale a "La minore naturale".

L'importante, quando si affrontano questi argomenti, è avere estremamente chiaro le basi: se noi diciamo che sulla progressione di accordi: re-, sol7, do bisogna usare rispettivamente le scale re dorica, sol misolidia e do ionica, in realtà ci stiamo complicando la vita, dal momento che quello che facciamo in realtà è suonare sempre la scala di do maggiore.

Il consiglio, sopratutto per chi si avvicina al jazz, dove questi discorsi assumono sempre grande importanza, è di non assorbire le nozioni in maniera meccanica, ma di ragionare su quanto appreso in modo da non crearsi vincoli, ma da aiutare la propria comprensione della musica.