Allan Holdsworth / Alan Pasqua Group
Blue Note Milano aprile 2006


Allan Holdsworth - chitarra
Alan Pasqua - tastiere
Jimmy Haslip - basso
Chad Wacherman - batteria

Sono ormai passati circa trenta anni da quando Allan Holdsworth si è fatto conoscere, con i Soft Machine prima e i Lifetime poi, e da allora porta in giro la sua musica accompagnandosi di volta in volta con compagni di viaggio d'eccezione.

Sommando le collaborazioni dei musicisti presenti sul palco questa sera al Blue Note di Milano, si potrebbe infatti riempire un'enciclopedia della musica, dal jazz al rock al soul e tutto quello che si pone a cavallo di possibili definizioni.

Se il leader della formazione è senza dubbio Holdsworth, per fama e meriti storici riconosciuti, l'equilibrio musicale tra i componenti del gruppo è comunque garantito. I temi e gli assoli si susseguono dando a ogni musicista il modo di dimostrare il proprio talento, basso e batteria forniscono spesso il loro contributo uscendo, come da copione, dalla semplice funzione di accompagnamento.
Per quanto spesso sia stato rincorso il modo di suonare di Holdsworth pur di dare un nome al suo genere musicale, direi che qui siamo decisamente nell 'ambito della fusion.
Nonostante, o forse proprio grazie all'altissimo tenore tecnico dei musicisti, nell'insieme il concerto risulta godibile anche all'orecchio di chi non valuta gli esecutori solo per il numero di note al secondo che riescono a estrarre dal proprio strumento.

Allan Holdsworth possiede una tecnica sovrumana, e fin qui non aggiungo nulla a quanto già risaputo. Vorrei però sottolineare che il virtuosismo è talmente connaturato nello stile di Holdsworth che non si può più parlare di puro sfoggio di abilità, ma diventa realmente una parte integrante del suo linguaggio musicale. Le dita scorrono a velocità supersonica sulla tastiera dello strumento e il suono, saturo e pastoso, contribuisce al famoso effetto sassofono che spesso si sente decantare in riferimento al chitarrista inglese - ormai trapiantato in California. Dal resto Holdsworth non ha mai fatto mistero di essere un chitarrista 'per caso', ma di avere sempre voluto suonare il sax e di conseguenza di aver tratto ispirazione spesso da sassofonisti (coltrane) più che da chitarristi.
Quando il pezzo lo richiede, Holdsworth gioca col volume per creare tessiture armoniche dagli intervalli sempre aperti e avvolgenti, oppure usa la corta leva vibrato del suo strumento per creare una sorta di inflessione 'eolica' come se le note fossero effettivamente soffiate via dalla chitarra, ma senza abusarne e comunque molto meno di quanto non facesse nelle sue incisioni d'esordio.

Alan Pasqua ha suonato con Holdsworth già dai tempi dei "The New Tony Williams Lifetime" inoltre ha inciso dischi con Stanley Clarke, Peter Erskine e molti altri grandi nomi del panorama jazz-fusion.

Jimmy Haslip riconosce in Hendrix il suo nume ispiratore, oltre a essere il bassista degli Yellowjackets vanta un numero spropositato di collaborazioni da Diana Ross a George Harrison a Pat Metheny e infiniti altri.

Chad Wacherman ex giovane prodigio della batteria viene dalla scuola di frank zappa. Suona il suo strumento con il fare dinoccolato di chi cerca più l'espressività che la pura prestazione cronometrica sui tamburi.


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recensione di Fabio Mangiapan