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“La stazione dei pensieri”: Intervista a Daniele Pioldi

Ho intervistato Daniele Pioldi, batterista de “La stazione dei pensieri”: era dall’ultima edizione di Rock Targato Italia che desideravo farlo!

La stazione dei pensieri
la stazione dei pensieri

Buongiorno Daniele!
Ho avuto il piacere di ascoltare “Arrivi tu” durante l’ultima edizione di Rock Targato Italia, che poi vi ha visti vincitori del Premio Compilation (pubblicata il 10 dicembre, distribuita nei digital store da Terzo Millennio e promossa dall’Ufficio Stampa di Divinazione , ndr).
Che bello poter chiacchierare un po’ con voi!
Grazie!
Si, quella di Rock Targato Italia è stata davvero una bellissima esperienza! Si è trattato di un’edizione particolare, limitata dalle restrizioni date dalla pandemia, ahimè. Ma ci siamo divertiti molto ed abbiamo conosciuto persone meravigliose.
“Arrivi Tu” inizialmente era un giro di chitarra, a cui poi ho aggiunto il groove della batteria: poi, con la collaborazione di tutti, ne è nato un pezzo avvolgente che gira molto bene. Sai, siamo un gruppo ma prima di tutto siamo amici, c’è molto affiatamento. In genere nel comporre i nostri
pezzi partiamo da un’idea di base e ci costruiamo sopra, stando molto attenti anche alla metrica.
Ho la fortuna di avere un piccolo studio in casa, quindi sperimento e poi mando agli altri le idee che mi vengono via whatsapp, così fanno gli altri. Anche in tempo di restrizioni, stiamo riuscendo a confrontarci e scambiarci idee. Vorremmo provare anche a lavorare in streaming, ma non è mica
semplice!

Ecco, quello che stai dicendo mi interessa molto… Raccontami qualcosa di più su questa vostra metodologia per comporre un pezzo: qual è il processo creativo?
Le nostre canzoni sono nate spesso in sala prove: mi frulla un groove in testa e magari da li nasce un giro, un assolo di chitarra, poi ci costruiamo sopra. Sono spontanee, proprio grazie a quella sintonia di cui ti parlavo: c’è molta affinità, basta uno sguardo per capirsi. Anche adesso, con i nostri scambi whatsapp, qualcuno parte e poi nasce il pezzo. Ci si confronta molto, ci si ascolta. Ti dico… c’è davvero l’impegno da parte di tutti per cercare di fare qualcosa in più. Anche quando mettiamo da parte qualche idea perché in quel momento ci sembra che non funzioni, non la buttiamo mai via: magari dopo un po’ di tempo lo riascoltiamo e… taac! Ecco che un nuovo pezzo prende forma.

Raccontami la vostra storia: com’è iniziata l’avventura musicale della Stazione dei Pensieri?
Siamo prima amici che band, ti racconto…
Il gruppo nasce nel 2004. Livio Giovenco, il nostro bassista, e Raffaele Fragola, voce e chitarra acustica, erano compagni di classe. Loris, chitarra elettrica, è il fratello di Livio. Francesco Borgese, detto Ciccio, è il nostro tastierista. Sono ormai diciassette anni che suoniamo insieme! In questi anni abbiamo fatto un sacco di cose: abbiamo vinto il premio “Arti per la Barona” al Barrio’s, nel 2008 siamo arrivati alla finale regionale di Rock Targato Italia, abbiamo suonato in diversi festival e in molti locali, come l’Holliwood, il Transilvania… Poi ci siamo presi un periodo di pausa, quando abbiamo avuto i bambini: ora che sono più grandi ci siamo ritrovati e abbiamo ripreso con la stessa passione di prima, forse anche di più! Una piccola curiosità personale: sono felicemente coinvolto come papà in una bellissima iniziativa
della scuola a indirizzo musicale di Cusago, un coro di 150 bambini che canta con l’accompagnamento di musicisti. E’ un progetto molto interessante, ha tante potenzialità, sarebbe bello che la musica entrasse in tutte le scuole!
Comunque si, ne abbiamo fatta tanta di esperienza, ora però vorremmo riprendere a suonare!

Che musica ascoltate? Vi siete ispirati a qualche musicista o band in particolare?
Spaziamo molto, andiamo dal metal al rock, dal pop al reggae… non abbiamo una linea comune. Siamo una band pop rock, forse il nostro riferimento nel panorama italiano potrebbero essere gli Afterhours. Personalmente adoro i Pearl Jam! Sono un fan sfegatato e li seguo da molti anni ormai. Li ho visti un sacco di volte dal vivo, fanno uno spettacolo essenziale, pochi effetti, tutto musica…

Ah i Pearl Jam! Li adoro anch’io!
Senti, avete una lunga esperienza, l’ultimo periodo vi ha anche regalato discrete soddisfazioni.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Stiamo lavorando a dei nuovi pezzi, ne abbiamo già un paio nella “griglia di partenza”. Vogliamo tornare al più presto in sala prove per tirar via la ruggine! Poi ci piacerebbe finalmente presentarli al pubblico, suonarli in un live! Abbiamo bisogno del feedback della gente, vogliamo vedere come reagisce ai nostri pezzi. Speriamo che il settore musicale riparta al più presto…

Come ti dicevo MusicHunter punta a valorizzare talenti emergenti. Dunque colgo l’occasione per chiedere anche a voi che avete ormai qualche esperienza alle spalle: di cosa ha bisogno un artista musicale per emergere? Conta più la fortuna o la bravura?
Ci vuole certamente una dose di fortuna, ma bisogna metterci veramente tanta passione e tanto impegno. Come dice la mia amica Isabella: “insisti, resisti, ottieni, conquisti!” Bisogna continuare a fare, se non va bene si raddrizza il tiro: non bisogna demotivarsi mai, se insisti e resisti ottieni sempre qualche soddisfazione!

Dicevamo poco fa: questo è un momento molto particolare, il settore musicale è praticamente fermo… a parte la questione live, di cosa sentite il bisogno? Cosa non è stato fatto?
Innanzitutto si sarebbe potuto prevedere un serio aiuto economico per chi lavora nel settore: anche i “piccoli” musicisti avevano qualche piccola soddisfazione dai live, ora non c’è più nulla né per loro né per tutti i lavoratori che ruotano intorno a loro. Poi si sarebbe potuto incentivare il fattore streaming: sarebbe stato bello mettere a disposizione dei musicisti dei luoghi per fare concerti, ai quali la gente possa assistere collegandosi via web. Anche i grandi artisti non stanno sfruttando molto lo streaming… mi stupisco un po’. E poi sostenere gli artisti e il settore in generale sponsorizzando maggiormente l’acquisto dei cd, del vinile…

Daniele, grazie infinite per questa piacevolissima chiacchierata! Faccio un grande in bocca al lupo a te e a tutta la band per i vostri progetti futuri. Verrò sicuramente ad un vostro live!

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“Noi di MusicHunter valorizziamo talenti emergenti e li supportiamo nel loro percorso.”

BIO

LA STAZIONE DEI PENSIERI nasce nel settembre 2004 a Milano con l’obiettivo di produrre canzoni originali. Le prime idee si concretizzano nei due promo CD “La Stazione Dei Pensieri” (marzo 2005) e “Il Padrone dei Mille Misteri” (aprile 2006) che vengono presentati in diversi locali tra cui Transilvania Live, Hollywood e Barrio’s. In quest’ultimo viene conferito il premio ARTI PER LA BARONA partecipando con 2 brani alla Compilation della rassegna. Con l’esperienza live cresce anche la maturità compositiva che si arricchisce di diverse influenze musicali, pur mantenendo centrali l’impostazione rock e delle linee melodiche “catchy”. A marzo 2008 esce il primo album autoprodotto: “NON HO PAROLE”. Nello stesso anno arriviamo alla finale regionale di Rock Targato Italia.
Negli anni successivi proseguono varie sperimentazioni musicali, alcune collaborazioni e diversi altri live e nel 2016 viene presentato “AFTER THE RAIN” sulla piattaforma digitale SOUNDCLOUD. Album in inglese e con
un’impronta più hard rock. Nel 2020 per festeggiare i 15 anni dalle prime canzoni siamo tornati a registrare un nuovo album in italiano “FUORI DAL TEMPO” ed a partecipare a Rock Targato Italia. Le nuove canzoni ci hanno portato tra i vincitori nella categoria “COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA 2020” permettendoci di inserire un nostro nuovo brano “ARRIVI TU” nella storica compilation del concorso distribuita nei più famosi canali digitali e radiofonici.


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